Il caso spiegato

Decreto Omnibus: La nuova Sanatoria Fiscale 2018-2022

7 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, con i recenti aggiornamenti del settembre 2026, il quadro normativo riguardante il cosiddetto ravvedimento speciale ha subito un'importante evoluzione. La nuova disciplina, nata con il Decreto Omnibus del 2024, si è consolidata attraverso il D.Lgs. 148/2026, che ha esteso i benefici delle sanatorie fiscali per il periodo 2020-2023 a chi rinnova l'adesione al concordato preventivo biennale. Questa misura rappresenta un tassello fondamentale per la regolarizzazione delle pendenze tributarie pregresse, offrendo una via d'uscita agevolata a una vasta platea di contribuenti. In questo contributo analizzeremo gli aspetti tecnici della misura, distinguendola dalle riforme strutturali delle sanzioni trattate in articoli dedicati della rubrica. Attraverso il caso gemello di Gaio Sventura, esploreremo le modalità di calcolo dell'imposta sostitutiva e le rigorose preclusioni procedurali previste per chi intende accedere a questo scudo fiscale.

Decreto Omnibus: La nuova Sanatoria Fiscale 2018-2022

In sintesi

L'articolo analizza la sanatoria fiscale introdotta dal Decreto Omnibus (D.L. 113/2024), focalizzandosi sul ravvedimento speciale per le annualità 2018-2022 riservato ai soggetti ISA che aderiscono al Concordato Preventivo Biennale. Vengono esaminati i criteri di calcolo dell'imposta sostitutiva, basati sul punteggio di affidabilità fiscale, e gli effetti preclusivi sugli accertamenti. Lo studio approfondisce le novità del 2026, le criticità costituzionali legate alla proroga dei termini di decadenza e le lezioni operative per la gestione del contenzioso.

  1. Il fatto

    La vicenda trae origine dall'approvazione del decreto-legge 113/2024, noto come Decreto Omnibus, e dalla sua successiva conversione nella legge 143/2024. Secondo quanto riportato da «Il Sole 24 Ore», il legislatore ha inteso creare un forte incentivo all'adesione al concordato preventivo biennale offrendo la possibilità di sanare le annualità comprese tra il 2018 e il 2022. La cronaca economica ha evidenziato come questa misura sia stata accolta con estremo interesse ma anche con cautela dai professionisti, a causa dei complessi meccanismi di calcolo dell'imposta sostitutiva. Lo sviluppo più recente, segnalato dalla stampa specialistica nel settembre 2026, riguarda l'entrata in vigore del D.Lgs. 148/2026, che ha riaperto i termini per le annualità successive. Attualmente, la vicenda si trova in una fase di piena attuazione amministrativa, con l'Agenzia delle Entrate impegnata nelle prime verifiche sulla regolarità dei versamenti rateali. Non si registrano al momento procedimenti penali di rilievo nazionale, trattandosi di una procedura di natura prettamente tributaria volta a prevenire il contenzioso attraverso il versamento di somme calcolate su base statistica.

  2. Le norme in gioco

    Il cardine della manovra è l'art. 2-quater del D.L. 113/2024, che disciplina il ravvedimento speciale. Questa norma stabilisce che i soggetti che hanno applicato gli ISA e aderiscono al concordato possono regolarizzare il passato versando un'imposta sostitutiva. La funzione della norma è duplice: garantire entrate certe allo Stato e offrire al contribuente uno scudo fiscale contro gli accertamenti futuri. Le conseguenze previste variano in base alla pagella fiscale del contribuente: l'incremento della base imponibile va dal 5% per chi ha punteggi ISA elevati fino al 50% per chi ha punteggi minimi. Un altro riferimento normativo essenziale è l'art. 39 del D.P.R. 600/1973, le cui rettifiche vengono espressamente inibite dal perfezionamento della sanatoria. Infine, la legge prevede una proroga dei termini di accertamento fino al 31 dicembre 2027 per chi aderisce, al fine di consentire all'amministrazione finanziaria i tempi necessari per il controllo della correttezza della sanatoria stessa.

  3. Cosa dice la giurisprudenza

    Secondo quanto analizzato dal giurista Benedetto Santacroce su «NT+ Fisco», la giurisprudenza ha iniziato a delineare i primi confini applicativi. La Corte di Giustizia Tributaria di Verona ha chiarito che il perfezionamento della sanatoria, che avviene con il pagamento della prima rata, costituisce una causa ostativa insuperabile per l'avvio di nuovi accertamenti, a meno che non siano stati notificati atti istruttori prima del versamento. Coerentemente con i principi della Cassazione, è stato inoltre ribadito che l'omessa presentazione della dichiarazione ISA originaria impedisce radicalmente l'accesso al beneficio. Gli orientamenti dei giudici sottolineano che la natura del ravvedimento speciale è premiale e richiede un'adesione rigorosa ai requisiti formali, non essendo ammessa una regolarizzazione tardiva oltre i termini fissati per il versamento iniziale.

  4. Analisi redatta e verificata con edit.legal

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  5. Cosa insegna ai professionisti

    1. Monitoraggio delle preclusioni: verificare attentamente la presenza di eventuali PVC o schemi di atto notificati prima dell'adesione, poiché rendono nulla la sanatoria.
    2. Rigore nel calcolo ISA: ricostruire con precisione i punteggi ISA storici, poiché un errore nel calcolo dell'incremento della base imponibile può invalidare l'intero ravvedimento.
    3. Gestione della rateizzazione: predisporre scadenziari rigorosi per i clienti, dato che la decadenza dal beneficio è automatica e non sanabile in caso di omissione dei versamenti successivi.
    4. Valutazione costi-benefici: analizzare se la proroga dei termini di accertamento al 2027 sia un prezzo accettabile rispetto al rischio di un accertamento ordinario basato su indagini finanziarie.

Riferimenti: D.L. 113/2024L. 143/2024D.Lgs. 148/2026DPR 600/1973

Avv. Federico Papa
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Domande frequenti

L'accesso alla sanatoria è consentito se è già stato ricevuto un controllo?

No, se è già stato notificato un processo verbale di constatazione o uno schema di atto di accertamento relativo alle annualità interessate, l'accesso alla sanatoria è precluso.

Quali sono le conseguenze del mancato versamento di una rata della sanatoria?

Il mancato pagamento di una delle rate entro il termine della successiva comporta la decadenza dal beneficio, con la perdita dello scudo fiscale e la riapertura dei termini per gli accertamenti ordinari.

La sanatoria copre anche l'IVA?

Sì, il perfezionamento della sanatoria inibisce le rettifiche dell'IVA ai sensi dell'art. 54 del D.P.R. 633/1972, limitatamente alle annualità regolarizzate.

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