Il caso spiegato

Concordato Preventivo Biennale: Istruzioni operative e codici tributo

7 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

La disciplina del Concordato Preventivo Biennale (CPB) entra nella fase strettamente operativa. Tra settembre e ottobre 2024, l'Agenzia delle Entrate ha tracciato il quadro tecnico entro cui i contribuenti possono aderire al patto con il fisco, fornendo istruzioni dettagliate su calcoli e versamenti. Il presente contributo esamina le novità procedurali introdotte dai recenti chiarimenti amministrativi, distinguendosi rispetto alle questioni del sequestro dei crediti già esaminate in questa rubrica. Attraverso il caso gemello di Gaio Sventura, si evidenzia come la gestione tecnica degli acconti e la puntuale individuazione delle cause di esclusione possano determinare il buon esito o l'inefficacia dell'adesione.

Concordato Preventivo Biennale: Istruzioni operative e codici tributo

In sintesi

L'articolo analizza la disciplina del Concordato Preventivo Biennale (CPB), con specifico riguardo alla Circolare n. 18/E e alla Risoluzione n. 48/E dell'Agenzia delle Entrate. Vengono esaminati i codici tributo relativi all'imposta sostitutiva incrementale (10% per i soggetti ISA e 3% per i contribuenti in regime forfettario) e le rigorose cause di esclusione connesse a operazioni straordinarie, quali la cessione d'azienda. Attraverso il caso ipotetico di Gaio Sventura, si illustrano i rischi di decadenza derivanti da errori formali nel calcolo degli acconti e da un'impropria valutazione dell'assetto societario.

  1. Il fatto

    Secondo quanto riportato dalle principali testate specializzate, tra cui NT+ Fisco de Il Sole 24 Ore, l'attuazione del Concordato Preventivo Biennale ha richiesto molteplici interventi chiarificatori volti a sciogliere i dubbi interpretativi su scadenze e modalità di calcolo. Il percorso attuativo si è snodato attraverso diversi atti amministrativi: dal Decreto Correttivo di agosto 2024, che ha introdotto l'imposta sostitutiva sulle maggiorazioni, sino alla Circolare n. 18/E di settembre, recante le istruzioni operative per il primo biennio di applicazione. La fase procedurale attuale riguarda l'attuazione amministrativa, nell'ambito della quale i contribuenti sono tenuti a formalizzare l'adesione entro il termine del 31 ottobre. L'istituzione dei codici tributo dedicati (4068, 4069, 4070) costituisce il passaggio tecnico finale prima della chiusura della finestra di adesione, segnando la transizione dalle incertezze normative alla prassi contabile.

  2. Le norme in gioco

    Il quadro normativo si impernia sul D.Lgs. n. 13/2024 e sulle successive modifiche integrative.

    1. La flat tax incrementale (Art. 20-bis): consente di assoggettare il maggior reddito concordato a un'imposta sostitutiva ridotta (10% per i soggetti ISA, 3% per i forfettari), incentivando l'adesione mediante un risparmio d'imposta sul differenziale.
    2. I codici tributo (Risoluzione n. 48/E/2024): il corretto utilizzo dei codici 4068 per la prima rata e 4069 per la seconda costituisce elemento essenziale ai fini della validità del versamento, a pena d'inefficacia dell'opzione.
    3. Le cause di esclusione (Art. 11): la norma preclude l'accesso al concordato qualora siano poste in essere operazioni straordinarie, quali fusioni, scissioni o conferimenti effettuati nel primo anno del biennio, ovvero in ipotesi di cessione d'azienda o di rami di essa.
    4. La decadenza (Art. 22): la perdita di efficacia del patto si verifica ove emergano attività non dichiarate in misura superiore al 30% del reddito o in presenza di gravi violazioni degli obblighi di versamento.
  3. Cosa dice la giurisprudenza

    Trattandosi di disciplina di recente introduzione, la giurisprudenza di legittimità non si è ancora pronunciata in modo specifico sul CPB 2024-2025, ma ha enunciato principi generali applicabili per analogia. La giurisprudenza costituzionale ha ribadito che le norme sull'agevolazione fiscale devono essere oggetto di stretta interpretazione, derogando esse al principio di capacità contributiva. Inoltre, l'orientamento consolidato della Corte di Cassazione in materia di benefici fiscali evidenzia che l'errore formale nella compilazione dei modelli di versamento, ove non tempestivamente emendato, legittima l'Amministrazione finanziaria a disconoscere la misura di favore, confermando un rigoroso approccio formale nei rapporti pattizi tra contribuente e fisco. Tali principi orienteranno verosimilmente i futuri contenziosi aventi ad oggetto l'omesso o inesatto versamento degli acconti con i nuovi codici tributo.

  4. Analisi redatta e verificata con edit.legal

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  5. Cosa insegna ai professionisti

    1. Svolgere una preventiva due diligence sulle operazioni straordinarie effettuate nell'ultimo periodo d'imposta, in quanto anche una cessione parziale può precludere l'adesione al CPB.
    2. Monitorare con rigore la correttezza dei codici tributo indicati nel modello F24, distinguendo tra il versamento della prima rata di acconto e il saldo per evitare scarti telematici o l'inefficacia dell'opzione.
    3. Valutare la convenienza dell'imposta sostitutiva incrementale raffrontando il reddito storico con quello proposto, ponendo attenzione alla soglia del 30% per prevenire contestazioni di decadenza.
    4. Informare i clienti sulla necessità di garantire la stabilità dell'assetto societario per l'intero biennio concordato, al fine di evitare la risoluzione anticipata del patto.

Riferimenti: D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13D.Lgs. 5 agosto 2024, n. 108Circolare Agenzia delle Entrate n. 18/E del 17 settembre 2024Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 48/E del 19 settembre 2024

Avv. Federico Papa
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Domande frequenti

Cosa succede se sbaglio il codice tributo nel versamento dell'acconto CPB?

L'errore nell'indicazione del codice tributo può impedire l'attribuzione del versamento all'opzione concordataria, determinando la potenziale decadenza dal beneficio. In tali hipótesis, la disciplina generale consente di richiedere la correzione del modello F24 o di avvalersi dell'istituto del ravvedimento operoso.

La cessione di un solo macchinario è considerata causa di esclusione?

In linea generale no, l'alienazione di singoli beni strumentali non integra una causa di esclusione. Tuttavia, qualora la cessione abbia ad oggetto un insieme di beni organizzati per l'esercizio dell'attività d'impresa (ramo d'azienda), trova applicazione il divieto di cui all'Art. 11 del D.Lgs. n. 13/2024.

Posso aderire al concordato se ho avuto un accertamento fiscale l'anno scorso?

L'adesione è preclusa qualora l'accertamento sia divenuto definitivo e riguardi violazioni gravi, ovvero nell'ipotesi in cui siano stati commessi reati tributari nel triennio precedente. La mera notifica di un processo verbale di constatazione non ancora definitivo richiede un'attenta valutazione da parte del professionista.

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