Il caso spiegato

Il nuovo Decreto Autovelox e il nodo dell'omologazione

7 min di lettura · Aggiornato a agosto 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

Il panorama delle sanzioni per eccesso di velocità in Italia ha subito una scossa decisiva a seguito della pubblicazione del cosiddetto Decreto Autovelox del maggio 2024 e dei successivi orientamenti della giurisprudenza di legittimità. Secondo quanto riportato dalla stampa nel periodo compreso tra aprile e agosto 2024, il cuore della controversia risiede nella distinzione tecnica tra i procedimenti di approvazione e di omologazione dei dispositivi elettronici di rilevamento. L'articolo che segue ricostruisce la vicenda normativa e processuale che sta portando all'annullamento seriale di migliaia di verbali in tutto il territorio nazionale. Attraverso l'analisi di un caso gemello, vedremo come l'assenza di un certificato tecnico specifico possa invalidare l'intero accertamento amministrativo, nonostante la presenza di circolari ministeriali di segno opposto.

Il nuovo Decreto Autovelox e il nodo dell'omologazione

In sintesi

Il panorama dei ricorsi contro gli autovelox ha subito una trasformazione radicale nel biennio 2025-2026. La sentenza del Tribunale di Bologna e l'entrata in vigore del nuovo Decreto Autovelox il 12 luglio 2026 hanno ridimensionato l'automatismo dell'annullamento dei verbali per mancanza di omologazione. Sebbene la Cassazione avesse precedentemente favorito i ricorrenti, il nuovo orientamento di merito e la normativa tecnica impongono ora una contestazione specifica del funzionamento del dispositivo, rendendo la strategia difensiva basata esclusivamente su vizi burocratici meno efficace rispetto al passato.

  1. Il fatto

    La questione ha assunto rilevanza nazionale quando la Corte di Cassazione ha depositato un'ordinanza che ha messo in discussione la validità di gran parte dei dispositivi di rilevamento della velocità in uso. Il caso trae origine da un ricorso avverso una sanzione amministrativa irrogata in Veneto, giunto sino al giudizio di legittimità. Al centro della controversia si pone la natura del dispositivo impiegato per l'accertamento, oggetto di mera approvazione ministeriale ma privo della specifica omologazione prescritta dal Codice della Strada.

    Parallelamente, il Governo è intervenuto con il Decreto Ministeriale 11 aprile 2024, volto a disciplinare le modalità di collocazione degli autovelox per evitarne un uso meramente vessatorio ovvero preordinato a rimpinguare i bilanci comunali. Ciononostante, il decreto non ha introdotto alcuna sanatoria per i dispositivi privi di omologazione, lasciando aperto un vuoto normativo che sta alimentando migliaia di ricorsi dinanzi ai Giudici di Pace. La fase giurisprudenziale attuale registra un diffuso orientamento favorevole all'annullamento dei verbali, fondato proprio sulla carenza dell'atto tecnico presupposto idoneo a garantire l'attendibilità della misurazione.

  2. Le norme in gioco

    Il quadro normativo di riferimento ruota attorno a tre pilastri principali, che definiscono i requisiti di validità dell'accertamento.

    1. L'articolo 142, comma 6, del Codice della Strada impone che le apparecchiature utilizzate per il controllo della velocità siano debitamente omologate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai fini dell'efficacia probatoria.
    2. L'articolo 192 del Regolamento di esecuzione del CdS distingue nettamente tra l'omologazione, attinente alla rispondenza a standard tecnici prefissati, e l'approvazione, riferita a dispositivi privi di specifiche norme tecniche di riferimento.
    3. Il Decreto Ministeriale 11 aprile 2024 stabilisce i criteri per il posizionamento delle apparecchiature, imponendo distanze minime e un'adeguata segnalazione, senza tuttavia derogare ai requisiti tecnici dell'apparecchio medesimo.

    La principale conseguenza della violazione di tali disposizioni è l'inefficacia probatoria del verbale di accertamento. Ove lo strumento non risulti omologato, la rilevazione della velocità non è assistita dalla presunzione di veridicità; il provvedimento sanzionatorio appare pertanto viziato da illegittimità insanabile, con conseguente annullamento della sanzione e condanna dell'ente alla rifusione delle spese di lite.

  3. Cosa dice la giurisprudenza

    La giurisprudenza di legittimità ha di recente consolidato un orientamento rigoroso a tutela del cittadino e della fede pubblica. I giudici hanno chiarito che omologazione e approvazione non costituiscono termini sinonimi e che le circolari ministeriali volte a equipararli non possono derogare alle norme di legge primaria. Il principio cardine affermato è che soltanto il procedimento di omologazione garantisce la stabilità e l'attendibilità delle misurazioni nel tempo attraverso una preventiva e rigorosa verifica tecnica.

    Inoltre, la giurisprudenza costituzionale ha più volte ribadito che tutti i dispositivi di misurazione devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità. Sebbene tali pronunce riguardassero originariamente la taratura, la Corte di Cassazione ha esteso il medesimo principio alla fase genetica del dispositivo: in assenza di un decreto di omologazione attestante la conformità agli standard, l'accertamento non può ritenersi inoppugnabile. Gli orientamenti dei Giudici di Pace si stanno conformando a tale indirizzo, annullando i verbali laddove la Pubblica Amministrazione non sia in grado di produrre in giudizio lo specifico certificato di omologazione.

  4. Analisi redatta e verificata con edit.legal

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  5. Cosa insegna ai professionisti

    Dall'esame di questo orientamento giurisprudenziale discendono precise indicazioni operative per i professionisti.

    1. Verificare il titolo autorizzativo: occorre esaminare attentamente la natura del provvedimento di approvazione, dato l'uso spesso promiscuo dei termini da parte della PA.
    2. Eccepire l'onere probatorio: spetta all'amministrazione esibire il certificato originale di omologazione e non mere riproduzioni o generici rinvii a circolari.
    3. Verificare la conformità dei luoghi: il decreto del 2024 offre ulteriori motivi di impugnazione connessi alla distanza minima tra la segnaletica e il dispositivo.
    4. Calibrare la strategia difensiva: raccomandare al cliente una tempestiva opposizione, evitando il pagamento in misura ridotta che precluderebbe la proposizione del ricorso.
  6. Gli sviluppi: la svolta di Bologna e il decreto 2026

    Una svolta significativa nella gestione dei ricorsi è giunta con la sentenza 1816/2025 del Tribunale di Bologna, pubblicata il 9 agosto 2025. Il giudice Alessandra Cardarelli ha respinto l'appello di un automobilista, stabilendo che approvazione e omologazione siano funzionalmente equivalenti ai fini della validità del verbale. Come riportato da La Repubblica nel settembre 2025, questa decisione contrasta con il precedente orientamento della Cassazione, spostando l'onere della prova: non basta più eccepire l'assenza di omologazione, ma occorre dimostrare un malfunzionamento tecnico del dispositivo. Parallelamente, Quattroruote ha dato notizia dell'entrata in vigore, il 12 luglio 2026, del nuovo Decreto Autovelox, che definisce i requisiti tecnici per le procedure di omologazione cercando di sanare il vuoto normativo. La presunzione di innocenza rimane garantita per tutti i soggetti interessati da procedimenti amministrativi o giudiziari ancora in corso.

Riferimenti: Art. 142 Codice della StradaArt. 192 Regolamento di Esecuzione D.P.R. 495/1992D.M. 11 aprile 2024

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAMContenuto redatto con il supporto dell'AI e sottoposto a verifica redazionale sulle fonti. Nonostante i controlli, possono residuare imprecisioni: segnalazioni e richieste di rettifica sono benvenute. Segnala una rettifica

Domande frequenti

Cosa succede se ho già pagato la multa fatta con un autovelox non omologato?

Il pagamento della sanzione in misura ridotta comporta di regola l'accettazione del verbale e preclude la proposizione del ricorso, fatti salvi casi eccezionali di errore di fatto.

Come posso sapere se l'autovelox che mi ha multato è omologato?

È possibile presentare un'istanza di accesso agli atti presso il Comune o la Polizia Locale per richiedere copia del decreto di omologazione e del certificato di taratura periodica.

Il nuovo Decreto Autovelox 2024 annulla automaticamente le vecchie multe?

No, il decreto non ha efficacia retroattiva automatica; le sanzioni antecedenti devono essere impugnate singolarmente dinanzi al Giudice di Pace entro i termini di legge.

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