Il caso spiegato

Data Act Europeo: Obblighi di Access by Design per l'IoT

7 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

A far data dal settembre 2025, il settore dell'Internet of Things (IoT) subirà una profonda trasformazione con la piena applicabilità del Regolamento (UE) 2023/2854, noto come Data Act. Come evidenziato dalla stampa specializzata, l'adeguamento normativo sta mettendo in luce le complessità attuative del principio di «Access by Design», il quale impone ai fabbricanti di progettare i dispositivi in modo da garantire all'utente un accesso diretto e immediato ai dati generati. La questione centrale, affrontata nel presente contributo, attiene al delicato bilanciamento tra il diritto dell'utente di acquisire le informazioni prodotte mediante l'utilizzo del bene e la prerogativa del produttore di tutelare il proprio know-how industriale. Mentre gli aspetti relativi alla portabilità dei dati e all'abuso di dipendenza economica sono disaminati in distinti contributi di questa rubrica, in questa sede si analizza come la progettazione tecnica dei prodotti debba conformarsi ai nuovi precetti normativi per prevenire sanzioni e contenziosi. Attraverso la disamina del caso gemello, verranno evidenziati i riflessi operativi di tale disciplina sulle piccole e medie imprese.

Data Act Europeo: Obblighi di Access by Design per l'IoT

In sintesi

L'articolo analizza l'obbligo di «Access by Design» introdotto dal Data Act (Regolamento UE 2023/2854), focalizzandosi sul bilanciamento tra il diritto di accesso ai dati dell'utente IoT e la tutela dei segreti commerciali del produttore. Vengono esaminati l'articolo 3 del Regolamento e il regime sanzionatorio per mancato adeguamento tecnologico, illustrando attraverso un caso pratico le criticità operative e le strategie difensive adottabili in sede di contenzioso.

  1. Il fatto

    Secondo quanto riferito da testate quali Agenda Digitale e Focus Namirial IT, l'imminente applicabilità del Data Act a decorrere dal settembre 2025 sta generando un articolato dibattito sulle metodologie di progettazione dei dispositivi connessi. La questione trae origine dall'entrata in vigore del Regolamento (UE) 2023/2854, che prescrive che ogni prodotto intelligente sia fabbricato garantendo l'accessibilità dei dati «per impostazione predefinita». Attualmente, la fase preparatoria evidenzia il rischio di contestazioni da parte delle autorità nazionali di controllo circa l'inadeguatezza delle interfacce informatiche predisposte dai produttori.

    Si registrano crescenti preoccupazioni tra i fabbricanti di macchinari industriali, i quali temono che la condivisione incondizionata dei flussi informativi possa consentire ai concorrenti di risalire agli algoritmi proprietari di ottimizzazione. La vicenda si colloca in una fase di valutazione preventiva, prefigurando possibili impugnative dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali per contestare le linee guida applicative relative all'eccezione di tutela del segreto commerciale. Gli osservatori sottolineano come il tempestivo adeguamento dell'architettura software stia facendo emergere criticità strutturali nei processi produttivi IoT preesistenti.

  2. Le norme in gioco

    Il quadro normativo di riferimento si impernia sul Regolamento (UE) 2023/2854.

    1. L'Articolo 3 (Access by Design) sancisce l'obbligo di conformare i prodotti in modo da rendere i dati facilmente accessibili all'utente; la mancata ottemperanza ostruisce la commercializzazione del bene nello Spazio Economico Europeo.
    2. L'Articolo 4 disciplina il diritto di accesso e utilizzo dei dati in capo all'utente, ponendo a carico del detentore l'obbligo di fornirli a titolo gratuito e senza ritardo ingiustificato.
    3. L'Articolo 8 disciplina il bilanciamento con la tutela dei segreti commerciali, consentendo al detentore di rifiutare l'accesso soltanto laddove provi il concreto rischio di un grave danno economico, previa notifica all'autorità competente.
    4. La Direttiva (UE) 2016/943 individua i requisiti essenziali del segreto commerciale, richiedendo la presenza di adeguate misure di secretazione e un comprovato valore economico della riservatezza.
  3. Cosa dice la giurisprudenza

    In attesa dei primi approdi interpretativi specifici sul Data Act, la giurisprudenza dell'Unione Europea ha già consolidato principi rilevanti in materia di trasparenza informativa. La Corte di Giustizia UE ha affermato che gli obblighi normativi di condivisione dei dati prevalgono sulla generica eccezione di riservatezza industriale, salvo che il fabbricante dimostri puntualmente che la ostensione comprometterebbe l'essenza stessa dei propri diritti di proprietà intellettuale. I giudici comunitari e nazionali hanno altresì chiarito che la tutela dei segreti d'impresa non può risolversi in un monopolio informativo sui dati grezzi, giacché l'oggetto della protezione è l'elaborazione inventiva e non il dato generato dal mero funzionamento meccanico. Risulta orientamento fermo quello secondo cui le deroghe al diritto di accesso devono essere oggetto di interpretazione restrittiva e proporzionata alla tutela del know-how.

  4. Analisi redatta e verificata con edit.legal

    Per verificare le norme citate nell'articolo abbiamo usato edit.legal. Metti alla prova la nostra AI giuridica su fonti ufficiali e applicala alle tue pratiche.

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  5. Cosa insegna ai professionisti

    1. Revisione dei contratti di fornitura IoT, inserendo clausole dettagliate in ordine al formato e alla disponibilità dei dati generati.
    2. Adozione di protocolli aziendali interni per la mappatura e qualificazione dei segreti commerciali secondo i criteri della Direttiva (UE) 2016/943, al fine di evitare dinieghi generici esposti a sanzioni.
    3. Ricorso a consulenza legale e tecnica preventiva in fase di progettazione del software («Legal by Design»), assicurando la separazione tra flussi informativi ad accesso riservato e dati da rendere disponibili all'utente.

Riferimenti: Regolamento (UE) 2023/2854Direttiva (UE) 2016/943Principio di prevalenza degli obblighi di trasparenza previsti da norme di settore sui segreti commerciali

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAMContenuto redatto con il supporto dell'AI e sottoposto a verifica redazionale sulle fonti. Nonostante i controlli, possono residuare imprecisioni: segnalazioni e richieste di rettifica sono benvenute. Segnala una rettifica

Domande frequenti

Cosa succede se un dispositivo IoT acquistato prima del 2025 non permette l'accesso ai dati?

L'obbligo di progettazione conforme si applica ai prodotti immessi sul mercato successivamente alla data di decorrenza del Regolamento; per i dispositivi antecedenti, l'accesso diretto potrebbe non essere tecnicamente esigibile.

Il produttore può chiedere un pagamento per fornire i dati all'utente?

No, il Data Act stabilisce che l'accesso ai dati generati debba essere gratuito per l'utente finale, mentre compensazioni economiche possono essere previste per la condivisione con terzi destinatari.

Come può un'azienda dimostrare che un dato è un segreto commerciale?

Occorre provare che l'informazione è riservata, possiede valore economico in quanto segreta ed è sottoposta ad adeguate misure di protezione fisiche, contrattuali e informatiche.

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