Il caso spiegato

Sicurezza sul lavoro e 231: nuovi indagati per la Strage di Brandizzo

6 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

La vicenda della strage di Brandizzo vede il coinvolgimento diretto dei vertici societari. Secondo l'impianto accusatorio formalizzato nel 2026, l'attenzione della Procura di Ivrea si è spostata dall'errore umano individuale alla presunta colpa d'organizzazione, ipotizzando una prassi aziendale volta al risparmio di tempo a discapito della sicurezza. L'articolo esamina i profili di responsabilità penale degli organi apicali e l'applicazione del Decreto Legislativo 231/2001, distinguendo questa analisi dai precedenti approfondimenti sulla figura dell'RSPP e sulle frodi PNRR. Attraverso la ricostruzione dei fatti e un caso gemello didattico, esploreremo come la violazione sistematica delle procedure di sicurezza possa riverberarsi sull'ente e sui suoi dirigenti.

Sicurezza sul lavoro e 231: nuovi indagati per la Strage di Brandizzo

In sintesi

L'articolo analizza gli sviluppi del procedimento sulla strage di Brandizzo, focalizzandosi sulla colpa d'organizzazione ex D.Lgs. 231/2001 e sulla responsabilità dei vertici per prassi aziendali a rischio. Vengono esamine le norme del codice penale e del Testo Unico Sicurezza applicabili ai casi di disastro ferroviario e omicidio colposo plurimo, con un focus sulla giurisprudenza relativa all'interesse e vantaggio dell'ente nella violazione delle cautele antinfortunistiche.

  1. Il fatto

    Il 30 agosto 2023, poco prima della mezzanotte, a Brandizzo, un treno passeggeri a vuoto ha travolto cinque operai della ditta Si.gi.fer impegnati nella manutenzione dei binari. Secondo l'accusa, le indagini della Procura di Ivrea avrebbero ricostruito che i lavori iniziarono senza la formale interruzione della circolazione ferroviaria, nonostante i mancati nulla osta della centrale operativa. Con la chiusura delle indagini nel 2025 e la richiesta di rinvio a giudizio del maggio 2026 per 21 persone fisiche, il perimetro delle responsabilità ex D.Lgs. 231/2001 è stato esteso a Rete Ferroviaria Italiana (RFI), CLF e Si.gi.fer, in vista dell'udienza preliminare di fine settembre 2026. L'accusa ipotizza che la tragedia non sia un evento isolato, bensì il risultato di una prassi aziendale consolidata volta a velocizzare i cantieri riducendo i tempi di fermo dei treni. Gli inquirenti valutano se tale modalità operativa fosse nota e tollerata dai vertici per garantire un vantaggio economico all'azienda sotto forma di efficienza operativa.

  2. Le norme in gioco

    Il quadro normativo di riferimento coinvolge sia la responsabilità individuale sia quella degli enti:

    1. L'Art. 437 c.p. punisce l'omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, prevedendo pene severe se dal fatto deriva un disastro;
    2. L'Art. 589 c.p. disciplina l'omicidio colposo plurimo, aggravato dalla violazione delle norme sulla salute e sicurezza;
    3. Il D.Lgs. 231/2001, all'Art. 25-septies, estende la responsabilità amministrativa alla società per i reati di omicidio colposo commessi nell'interesse o vantaggio dell'ente;
    4. Il D.Lgs. 81/2008 impone ai datori di lavoro e ai committenti obblighi di vigilanza che non possono essere elusi tramite deleghe meramente formali, specialmente quando l'organizzazione del lavoro induce a deroghe pericolose.
  3. Cosa dice la giurisprudenza

    La giurisprudenza di legittimità ha elaborato il concetto di colpa d'organizzazione, secondo cui l'ente risponde se il reato è espressione di una politica aziendale o di una carenza sistemica nei controlli. Gli orientamenti consolidati chiariscono che il risparmio di tempo e il contenimento dei costi di produzione possono costituire il vantaggio richiesto per attivare la responsabilità ex D.Lgs. 231/2001. È stato inoltre precisato che la delega di funzioni non esime i vertici da responsabilità qualora abbiano omesso di vigilare sull'adeguatezza del Modello di Organizzazione e Gestione. Una violazione sistematica delle procedure di sicurezza, se nota o prevedibile, trasforma la condotta del singolo in un illecito riconducibile all'intera struttura gerarchica dell'impresa.

  4. Analisi redatta e verificata con edit.legal

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  5. Cosa insegna ai professionisti

    1. La redazione del Modello 231 deve prevedere protocolli specifici per le interferenze nei cantieri ferroviari o ad alto rischio, con audit indipendenti sulla loro effettiva applicazione;
    2. Gli avvocati devono prestare massima attenzione alla distinzione tra risparmio economico e semplice errore esecutivo nella difesa dell'ente;
    3. È fondamentale documentare costantemente i flussi informativi tra preposti e organi apicali per dimostrare l'assenza di avallo a prassi illecite;
    4. La gestione della sicurezza richiede un'analisi dei rischi che includa la pressione temporale come fattore scatenante di condotte non conformi.

Riferimenti: Articolo 437 Codice PenaleArticolo 589 Codice PenaleD.Lgs. 231/2001D.Lgs. 81/2008Richiesta rinvio a giudizio Procura Ivrea 16.05.2026

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAMContenuto redatto con il supporto dell'AI e sottoposto a verifica redazionale sulle fonti. Nonostante i controlli, possono residuare imprecisioni: segnalazioni e richieste di rettifica sono benvenute. Segnala una rettifica

Domande frequenti

Quali sono le pene previste per la società nel D.Lgs. 231/2001?

La società rischia sanzioni pecuniarie elevate, calcolate in quote, e sanzioni interdittive che possono includere il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione o la sospensione delle autorizzazioni.

I dirigenti possono essere condannati anche se non erano presenti sul luogo dell'incidente?

Sì, se viene accertato che hanno omesso la vigilanza necessaria o che hanno avallato prassi organizzative contrarie alle norme di sicurezza per ottenere un vantaggio per l'azienda.

Cosa succede se il Modello 231 è presente ma non viene rispettato?

Se il Modello è considerato una mera formalità non attuata (cosiddetto modello di facciata), l'ente non può beneficiare dell'esimente e risponde amministrativamente per il reato commesso.

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