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Difesa per truffa aggravata ex art. 640-bis c.p.: strategie con l'AI

4 min di lettura · Aggiornato a ottobre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

Nel contesto post-PNRR del 2026, la difesa nei procedimenti per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche richiede un'analisi millimetrica della condotta materiale. L'integrazione di strumenti di intelligenza artificiale permette oggi di gestire la complessità documentale tipica dei reati finanziari, offrendo nuove prospettive per contestare l'elemento degli artifici e raggiri.

In sintesi

Il reato di truffa aggravata ex art. 640 bis c.p. si configura quando il conseguimento di contributi pubblici avviene tramite artifici o raggiri che inducono l'ente in errore. A differenza della sussidiaria indebita percezione (art. 316 ter c.p.), richiede una messa in scena fraudolenta. La difesa nel 2026 sfrutta l'AI per correlare flussi documentali massivi e dimostrare l'assenza di dolo specifico o l'inefficacia dei raggiri di fronte a controlli amministrativi carenti, puntando alla riqualificazione del fatto o all'assoluzione.

  1. 1.

    La distinzione tra Art. 640-bis e Art. 316-ter c.p.

    Il perno della strategia difensiva risiede nella qualificazione giuridica del fatto. L'art. 640 bis c.p. punisce la truffa con pene da due a sette anni, mentre l'art. 316 ter c.p. (indebita percezione) prevede sanzioni molto più miti. Secondo le Sezioni Unite (sentenza n. 11969/2025), la distinzione non è formale ma sostanziale: la truffa richiede una condotta ingannatoria attiva, ovvero gli 'artifici e raggiri'. Se il richiedente si limita a presentare dichiarazioni mendaci senza una struttura fraudolenta complessa, e l'amministrazione eroga il fondo per mancanza di controlli, la difesa deve insistere sulla riqualificazione ex art. 316 ter c.p. Questo approccio è fondamentale per evitare le pene edittali più elevate e le conseguenze accessorie più gravi.

  2. 2.

    Contestazione degli artifici e raggiri nell'era digitale

    Per integrare il 640 bis, non basta la menzogna. La giurisprudenza richiede un quid pluris idoneo a sorprendere l'altrui buona fede. La difesa deve analizzare se la documentazione presentata fosse palesemente incompleta o contraddittoria. Se l'errore del funzionario pubblico deriva da una propria negligenza nel vaglio della domanda, viene meno il nesso di causalità tra la condotta dell'imputato e l'erogazione. Con l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 132/2025, occorre prestare attenzione all'aggravante dell'uso di AI per generare prove false (deepfake documentali). La difesa deve essere pronta a dimostrare che gli strumenti informatici usati dal cliente non avevano finalità decettiva, ma meramente organizzativa o compilativa.

  3. 3.

    Verifica della natura dell'erogazione

    Non ogni somma versata dallo Stato rientra nel perimetro del 640 bis. La sentenza della Cassazione n. 22905/2026 ha chiarito che l'articolo si applica solo a contributi, sovvenzioni o finanziamenti agevolati, dove l'erogazione è priva di una controprestazione immediata. Sono esclusi i corrispettivi derivanti da contratti a prestazioni corrispettive, come gli appalti di servizi o forniture. In questi casi, l'eventuale frode va inquadrata nella truffa semplice aggravata ex art. 640, comma 2, n. 1 c.p. o nella frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.). Identificare correttamente la fonte del finanziamento permette di eccepire l'inapplicabilità della norma più severa e delle relative sanzioni interdittive.

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    4.

    AI per la correlazione massiva dei dati probatori

    I processi per truffa aggravata coinvolgono spesso migliaia di documenti contabili e rendicontazioni PNRR. L'uso dell'intelligenza artificiale permette alla difesa di indicizzare velocemente intere cartelle cliniche o registri aziendali, isolando i flussi finanziari legittimi da quelli contestati. Attraverso modelli linguistici avanzati, il difensore può estrarre metadati che provano l'effettiva sussistenza delle spese sostenute, confutando l'ipotesi accusatoria di 'operazioni inesistenti'. L'AI trasforma un ammasso di dati grezzi in uno schema cronologico coerente, rendendo visibile la buona fede del cliente nella gestione del progetto finanziato e facilitando la prova del 'fatto materiale' a discarico.

  5. 5.

    Analisi dell'errore della P.A. tramite AI

    Un elemento critico del 640 bis è l'induzione in errore del funzionario. Utilizzando l'AI per analizzare i processi decisionali standard della Pubblica Amministrazione (es. i manuali operativi dei bandi), la difesa può evidenziare anomalie procedurali interne all'ente. Caricando le relazioni istruttorie del procedimento amministrativo, l'AI può individuare se l'ente ha ignorato segnali di allarme (red flags) che avrebbero dovuto bloccare l'erogazione indipendentemente dalla condotta del privato. Se l'erogazione è frutto di una prassi amministrativa superficiale o automatizzata senza verifica, la difesa può sostenere l'assenza di un reale inganno, elemento costitutivo indispensabile per la truffa aggravata.

  6. 6.

    Redazione di memorie tecniche e schemi difensivi

    L'intelligenza artificiale accelera la redazione di memorie difensive complesse, permettendo di strutturare argomentazioni tecniche che scompongono la condotta contestata. edit.legal facilita questo processo fornendo accesso a precedenti giurisprudenziali mirati. L'AI può generare tabelle di raffronto tra le dichiarazioni rese dal cliente e i requisiti oggettivi del bando, evidenziando discrepanze che non integrano il dolo. Inoltre, è possibile simulare diverse interpretazioni del 'momento consumativo' del reato, particolarmente utile nei casi di crediti d'imposta dove la giurisprudenza del 2026 è ancora in evoluzione tra la creazione del credito e il suo effettivo utilizzo in compensazione.

Riferimenti: Articolo 640-bis Codice PenaleArticolo 316-ter Codice PenaleCassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 11969/2025Cassazione Penale, Sentenza n. 22905/2026D.Lgs. n. 132/2025 (Adeguamento AI Act)Cassazione Penale, Sentenza n. 5685/2026

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAMContenuto redatto con il supporto dell'AI e sottoposto a verifica redazionale sulle fonti. Nonostante i controlli, possono residuare imprecisioni: segnalazioni e richieste di rettifica sono benvenute. Segnala una rettifica

Domande frequenti

Qual è la pena prevista per l'art. 640-bis c.p. nel 2026?

La reclusione va da due a sette anni. La procedibilità è d'ufficio e non è ammessa la querela. In caso di condanna o patteggiamento, la confisca del profitto del reato è sempre obbligatoria, anche per equivalente, come confermato dalla Cassazione con la sentenza n. 5685/2026.

L'uso dell'AI per compilare documenti può essere un'aggravante?

Sì. Secondo il D.Lgs. n. 132/2025 (adeguamento all'AI Act), commettere una truffa avvalendosi di sistemi di intelligenza artificiale per creare documentazione falsa o simulare identità (deepfake) costituisce una circostanza aggravante comune ai sensi dell'art. 61 c.p.

Cosa succede se il reato riguarda crediti d'imposta fittizi?

La questione è attualmente oggetto di dibattito. Un'ordinanza del 2025 ha rimesso alle Sezioni Unite il compito di stabilire se il reato si consumi al momento della maturazione del credito o al momento del risparmio d'imposta. Si consiglia di monitorare i depositi della Corte di Cassazione previsti per la fine del 2026.

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