Guida pratica
Come redigere una segnalazione whistleblowing con l'AI
5 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
Il D.Lgs. 24/2023 ha riformato integralmente la disciplina del whistleblowing in Italia, recependo i principi della Direttiva UE 2019/1937 in materia di protezione dei segnalanti. La segnalazione interna, disciplinata dall'art. 4 del D.Lgs. 24/2023, costituisce il canale prioritario per denunciare violazioni di disposizioni normative nazionali o europee apprese nell'ambito di un contesto lavorativo pubblico o privato. Tale atto non soltanto consente di far emergere condotte illecite, ma attiva un rigoroso regime di tutela che garantisce la riservatezza del segnalante e vieta qualsiasi forma di ritorsione. Una corretta redazione è fondamentale per assicurare l'ammissibilità della segnalazione e consentire l'avvio della fase istruttoria da parte dei soggetti preposti.
In sintesi
Il D.Lgs. 24/2023 disciplina le segnalazioni interne di violazioni normative nazionali ed europee in contesti lavorativi. La normativa impone la verifica dei presupposti ex art. 2, escludendo controversie personali. La redazione, supportata da AI, richiede descrizioni circostanziate, prove documentali e istanze di riservatezza dell'identità. Il gestore del canale deve rilasciare l'avviso di ricevimento entro 7 giorni e il riscontro di merito entro 3 mesi. Il mancato rispetto dei termini abilita la segnalazione esterna all'ANAC. Gli artt. 17, 18 e 19 garantiscono la protezione dalle ritorsioni e l'inversione dell'onere della prova.
I passaggi
- 1.
Verifica dei presupposti oggettivi e soggettivi
Il professionista deve accertare che l'oggetto della segnalazione rientri tra le violazioni previste dall'art. 2 del D.Lgs. 24/2023, escludendo vertenze puramente personali o relative a rapporti individuali di lavoro. Occorre altresì verificare che il segnalante appartenga alle categorie tutelate, quali dipendenti, collaboratori, liberi professionisti o tirocinanti che svolgono la propria attività presso l'ente. La sussistenza del contesto lavorativo quale origine dell'informazione costituisce un requisito indispensabile per l'applicazione delle tutele di legge; in difetto di tali presupposti, la segnalazione rischia di essere qualificata come mera doglianza ordinaria, priva delle garanzie rafforzate della normativa.
- 2.
Individuazione del canale e del gestore
L'atto deve essere indirizzato al soggetto o all'ufficio interno specificamente designato dall'ente ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs. 24/2023 per la gestione delle segnalazioni. Prima dell'invio, è necessario consultare la procedura aziendale adottata dall'ente per individuare le modalità tecniche ammesse, quali piattaforme informatiche dedicate, linee telefoniche o sistemi di messaggistica vocale. L'inoltro a un ufficio non competente, come il superiore gerarchico o la direzione delle risorse umane priva di uno specifico incarico, può compromettere la riservatezza. Il gestore del canale è infatti l'unico destinatario legittimato a ricevere e trattare l'informativa in regime di riservatezza.
- 3.
Descrizione circostanziata dei fatti illeciti
La ricostruzione dei fatti deve essere precisa e contenere tutti gli elementi utili a consentire al gestore del canale l'avvio degli opportuni accertamenti. È indispensabile indicare il periodo temporale, il luogo di commissione della violazione e le generalità dei soggetti coinvolti, inclusi eventuali testimoni. Si raccomanda di distinguere nettamente tra fatti appresi direttamente e notizie riferite da terzi, così da agevolare la valutazione della credibilità del racconto. Una descrizione generica o frammentaria impedisce l'approfondimento istruttorio e può comportare l'archiviazione immediata della segnalazione per difetto di elementi circostanziati.
- 4.
Produzione degli elementi a supporto
Il segnalante deve allegare la documentazione idonea a corroborare i fatti esposti, quali corrispondenza informatica, fatture, registri contabili o perizie tecniche. Qualora il segnalante non sia nel possesso materiale dei documenti, è tenuto a fornire indicazioni dettagliate sul luogo in cui reperirli o sulle banche dati consultabili dall'ente. Ai sensi dell'art. 17, comma 2, del D.Lgs. 24/2023, la legge prevede una presunzione di ritorsività con inversione dell'onere della prova a carico dell'ente; ciononostante, la segnalazione deve fondarsi su motivati sospetti e non su illazioni prive di riscontro. La presenza di un solido compendio probatorio aumenta significativamente la probabilità di un tempestivo intervento correttivo.
- 5.
Formulazione della richiesta di tutela
Nell'atto è opportuno inserire una clausola espressa volta a richiedere la riservatezza dell'identità del segnalante e di qualsiasi altro elemento da cui essa possa evincersi anche indirettamente. Il regime di protezione dalle ritorsioni dirette o indirette, disciplinato dagli artt. 17, 18 e 19 del D.Lgs. 24/2023, opera ope legis ove sussistano i presupposti normativi. È altresì opportuno precisare se il segnalante presti il proprio consenso alla rivelazione dell'identità esclusivamente nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge, come nel caso in cui ciò risulti indispensabile per la difesa del soggetto incolpato. Tale sezione costituisce una formale diffida contro l'improprio trattamento dei dati del segnalante.
- 6.
Monitoraggio dei termini di riscontro
A seguito dell'invio della segnalazione, il professionista deve verificare la tempestiva trasmissione dell'avviso di ricevimento da parte del gestore del canale entro sette giorni. Entro tre mesi da tale avviso, l'ente è tenuto per legge a fornire un riscontro in merito alle misure previste o adottate per dare seguito alla segnalazione. L'inutile decorso di tali termini senza comunicazioni da parte dell'ente legittima il segnalante ad avvalersi del canale di segnalazione esterna presso l'ANAC. Il puntuale monitoraggio delle scadenze è fondamentale per preservare il diritto di adire le autorità competenti in ipotesi di inerzia dell'ente.
Base giuridica: Art. 2 D.Lgs. 24/2023Art. 4 D.Lgs. 24/2023Art. 15 D.Lgs. 24/2023Artt. 17, 18, 19 D.Lgs. 24/2023
La struttura del modello
Le sezioni che compongono l'atto, nell'ordine canonico. Il modello completo si apre e si compila direttamente in edit.legal.
Destinatario della segnalazione
Soggetto o ufficio gestore del canale interno cui la segnalazione è indirizzata.
Dati del segnalante e contesto
Identità del segnalante (o segnalazione anonima) e contesto lavorativo in cui sono stati appresi i fatti.
Descrizione della violazione
Fatti segnalati, tempi, luoghi e soggetti coinvolti nella condotta illecita.
Elementi e indizi a supporto
Documenti, dati o circostanze noti che corroborano la segnalazione.
Richiesta di tutela e riservatezza
Richiesta di trattazione del caso e di applicazione delle tutele e della riservatezza ex D.Lgs. 24/2023.
Luogo, data, sottoscrizione
Luogo, data ed eventuale sottoscrizione del segnalante.
Errori da evitare
- Includere doglianze legate esclusivamente a rivendicazioni salariali o a contrasti personali tra colleghi, escluse dalla disciplina del whistleblowing.
- Inoltrare la segnalazione a uffici non preposti alla gestione del canale interno, compromettendo le garanzie legali di riservatezza.
- Fornire una descrizione generica dei fatti priva di riscontri temporali o documentali, con conseguente inammissibilità per mancanza di specificità.
- Effettuare una divulgazione pubblica dei contenuti della segnalazione al di fuori delle condizioni tassative previste dall'art. 15 del D.Lgs. 24/2023.
Domande frequenti
Quali sono i tempi massimi di risposta dell'ente?
L'ente deve rilasciare un avviso di ricevimento entro 7 giorni e un riscontro nel merito entro 3 mesi. Se tali termini trascorrono senza risposta, il segnalante può attivare il canale di segnalazione esterna gestito dall'ANAC.
È possibile presentare una segnalazione in forma anonima?
Sì, le segnalazioni anonime sono ammesse purché circostanziate; tuttavia, le tutele contro le ritorsioni operano solo qualora il segnalante venga successivamente identificato. Molte organizzazioni impiegano piattaforme crittografate che consentono al gestore di interloquire con il segnalante garantendone l'anonimato.
Cosa rischia il segnalante se la segnalazione si rivela infondata?
Ove il segnalante abbia agito in buona fede sulla base di un ragionevole sospetto, la protezione legale permane anche qualora i fatti non trovino conferma. Viceversa, qualora venga accertata la responsabilità penale per calunnia o diffamazione ovvero la responsabilità civile per dolo o colpa grave, le tutele decadono e possono essere irrogate sanzioni disciplinari.

Cosa automatizza edit.legal
- —Verifica automatica della coerenza tra la descrizione del fatto e le categorie di violazione ex Art. 2 D.Lgs. 24/2023.
- —Redazione assistita delle clausole di riservatezza e protezione dati con editor dinamico per la tutela del segnalante.
- —Calcolo automatizzato dei termini di decadenza e scadenze per il riscontro obbligatorio da parte dell'ente ricevente.
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Prova edit.legal gratisQuesta guida ha finalità puramente informative e non sostituisce la consulenza di un avvocato sul caso concreto.