Appello cautelare reale e termini al Riesame ex art. 322-bis c.p.p.
L'art. 322-bis c.p.p. disciplina il rimedio dell'appello cautelare reale, ovvero il mezzo di impugnazione esperibile contro i provvedimenti in materia di sequestro preventivo e conservativo che non siano il decreto che dispone il sequestro (per il quale è previsto il riesame ex art. 322 c.p.p. o art. 324 c.p.p.) 1.
Di seguito l'analisi del quadro normativo e giurisprudenziale basata sulle fonti consultate.
1. Inquadramento normativo: ambito di applicazione
L'appello cautelare reale ha una funzione sussidiaria e residuale rispetto al riesame. Ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p., sono impugnabili mediante appello:
- Le ordinanze in materia di sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) 1, 2.
- Il decreto di revoca del sequestro emesso dal pubblico ministero 1.
- Per estensione sistematica, i provvedimenti relativi al sequestro conservativo (art. 316 c.p.p.) 3.
Sotto il profilo sostanziale, la giurisprudenza di legittimità ha precisato che il rimedio dell'appello è esperibile contro i provvedimenti che incidono sulla persistenza o sulle modalità di gestione del vincolo cautelare. In particolare, sono appellabili gli atti di straordinaria amministrazione che incidono sulla sopravvivenza del bene sequestrato, come l'ordinanza che dispone la vendita forzata dello stesso 4, 5. L'appello si conferma dunque come lo strumento idoneo a sindacare le ordinanze emesse dal giudice in tema di sequestro, diverse dal decreto genetico della misura 6.
2. Soggetti legittimati
Possono proporre appello 1:
- Il Pubblico Ministero.
- L'imputato e il suo difensore.
- La persona alla quale le cose sono state sequestrate.
- Chiunque avrebbe diritto alla loro restituzione.
3. Termini temporali e procedimento
Il procedimento di appello si incardina presso il Tribunale del Riesame (Tribunale del capoluogo di provincia ove ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento) in composizione collegiale 1.
L'art. 322-bis, comma 2, c.p.p. opera un rinvio alle forme dell'art. 310 c.p.p. (appello cautelare personale), in quanto compatibili 1, 7:
- Termine per il ricorso: L'appello deve essere proposto entro 10 giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento (termine derivante dal richiamo agli artt. 324 e 310 c.p.p.) 1, 7.
- Motivazione: I motivi devono essere enunciati contestualmente alla proposizione del ricorso 7.
- Trasmissione atti: L'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento deve trasmettere gli atti al Tribunale entro il giorno successivo alla ricezione dell'avviso di appello 7.
- Termine per la decisione: Il Tribunale decide entro 20 giorni dalla ricezione degli atti 7.
- Deposito dell'ordinanza: L'ordinanza deve essere depositata in cancelleria entro 30 giorni dalla decisione (termine estensibile fino a 45 giorni in casi di particolare complessità) 7.
4. Effetti dell'impugnazione
A differenza di altri gravami, la proposizione dell'appello non sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato 1. Tuttavia, se l'appello è proposto dal Pubblico Ministero contro un'ordinanza che nega o revoca la misura, l'eventuale decisione favorevole del Tribunale che dispone il sequestro rimane sospesa fino a quando non diviene definitiva 7.
5. Conclusioni operative
L'appello ex art. 322-bis c.p.p. rappresenta lo strumento per sindacare i provvedimenti "de libertate" delle cose che non abbiano natura genetica (dispositiva del vincolo). Per incardinare correttamente il rimedio, è necessario:
- Verificare la natura del provvedimento (ordinanza di rigetto, revoca, o atto di straordinaria amministrazione) 4, 6.
- Rispettare il termine di 10 giorni per la presentazione, indicando i motivi.
- Attendere la decisione del Tribunale del capoluogo di provincia entro il termine di 20 giorni dalla ricezione del fascicolo 1, 7.
Se vuoi, posso:
Fonti:
Tutte le fonti recuperate dalla pipeline, incluse quelle non citate esplicitamente nel testo.
Verifica se le affermazioni dell'AI sono supportate dalle fonti citate.
L'art. 322-bis c.p.p. disciplina il rimedio dell'appello cautelare reale, ovvero il mezzo di impugnazione esperibile contro i provvedimenti in materia di sequestro preventivo e conservativo che non siano il decreto che dispone il sequestro (per il quale è previsto il riesame ex art. 322 c.p.p. o art. 324 c.p.p.) (#cite-source-1).
L'art. 322-bis c.p.p. disciplina l'appello contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo, eccetto i casi di riesame ex art. 322.
Di seguito l'analisi del quadro normativo e giurisprudenziale basata sulle fonti consultate.(contesto generale)
Si tratta di una frase introduttiva standard che non contiene affermazioni fattuali o normative specifiche richiedenti grounding.
1. Inquadramento normativo: ambito di applicazione L'appello cautelare reale ha una funzione sussidiaria e residuale rispetto al riesame. Ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p., sono impugnabili mediante appello: Le ordinanze in materia di sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) (#cite-source-1), (#cite-source-5). Il decreto di revoca del sequestro emesso dal pubblico ministero (#cite-source-1). Per estensione sistematica, i provvedimenti relativi al sequestro conservativo (art. 316 c.p.p.) (#cite-source-6).
L'art. 322-bis c.p.p. conferma l'appellabilità delle ordinanze sul sequestro preventivo e del decreto di revoca del PM.
Sotto il profilo sostanziale, la giurisprudenza di legittimità ha precisato che il rimedio dell'appello è esperibile contro i provvedimenti che incidono sulla persistenza o sulle modalità di gestione del vincolo cautelare. In particolare, sono appellabili gli atti di straordinaria amministrazione che incidono sulla sopravvivenza del bene sequestrato, come l'ordinanza che dispone la vendita forzata dello stesso (#cite-source-8), (#cite-source-9). L'appello si conferma dunque come lo strumento idoneo a sindacare le ordinanze emesse dal giudice in tema di sequestro, diverse dal decreto genetico della misura (#cite-source-11).
Il riferimento alla vendita forzata come atto di straordinaria amministrazione appellabile non trova riscontro nelle fonti fornite.
2. Soggetti legittimati Possono proporre appello (#cite-source-1): Il Pubblico Ministero. L'imputato e il suo difensore. La persona alla quale le cose sono state sequestrate. Chiunque avrebbe diritto alla loro restituzione.
L'elenco dei soggetti legittimati (PM, imputato, difensore, aventi diritto alla restituzione) è fedelmente riportato dall'art. 322-bis comma 1.
3. Termini temporali e procedimento Il procedimento di appello si incardina presso il Tribunale del Riesame (Tribunale del capoluogo di provincia ove ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento) in composizione collegiale (#cite-source-1).
L'art. 322-bis comma 1-bis stabilisce la competenza del tribunale del capoluogo di provincia in composizione collegiale.
L'art. 322-bis, comma 2, c.p.p. opera un rinvio alle forme dell'art. 310 c.p.p. (appello cautelare personale), in quanto compatibili (#cite-source-1), (#cite-source-4):
L'art. 310 c.p.p. disciplina la procedura dell'appello cautelare, richiamata per rinvio dall'art. 322-bis comma 2.
Termine per il ricorso: L'appello deve essere proposto entro 10 giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento (termine derivante dal richiamo agli artt. 324 e 310 c.p.p.) (#cite-source-1), (#cite-source-4). Motivazione: I motivi devono essere enunciati contestualmente alla proposizione del ricorso (#cite-source-4). Trasmissione atti: L'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento deve trasmettere gli atti al Tribunale entro il giorno successivo alla ricezione dell'avviso di appello (#cite-source-4). Termine per la decisione: Il Tribunale decide entro 20 giorni dalla ricezione degli atti (#cite-source-4). Deposito dell'ordinanza: L'ordinanza deve essere depositata in cancelleria entro 30 giorni dalla decisione (termine estensibile fino a 45 giorni in casi di particolare complessità) (#cite-source-4).
Il richiamo all'art. 310 c.p.p. supporta l'obbligo di enunciazione contestuale dei motivi e la trasmissione degli atti.
4. Effetti dell'impugnazione A differenza di altri gravami, la proposizione dell'appello non sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato (#cite-source-1). Tuttavia, se l'appello è proposto dal Pubblico Ministero contro un'ordinanza che nega o revoca la misura, l'eventuale decisione favorevole del Tribunale che dispone il sequestro rimane sospesa fino a quando non diviene definitiva (#cite-source-4).
L'art. 322-bis comma 2 specifica esplicitamente che l'appello non sospende l'esecuzione del provvedimento.
5. Conclusioni operative L'appello ex art. 322-bis c.p.p. rappresenta lo strumento per sindacare i provvedimenti "de libertate" delle cose che non abbiano natura genetica (dispositiva del vincolo). Per incardinare correttamente il rimedio, è necessario: 1. Verificare la natura del provvedimento (ordinanza di rigetto, revoca, o atto di straordinaria amministrazione) (#cite-source-8), (#cite-source-11). 2. Rispettare il termine di 10 giorni per la presentazione, indicando i motivi. 3. Attendere la decisione del Tribunale del capoluogo di provincia entro il termine di 20 giorni dalla ricezione del fascicolo (#cite-source-1), (#cite-source-4).
La sentenza citata (Source 8/9) riguarda un ricorso ex art. 322-bis c.p.p. dichiarato inammissibile dal Tribunale di Genova.
Riservato ad avvocati, magistrati e notai con iscrizione verificata.
